Archives

All posts for the month novembre, 2014

DATI ISTAT-UNICEF: In Italia oltre il 10% dei ragazzi è obeso (e il 22% in sovrappeso)

21 Nov,2014 di
I bimbi italiani, rispetto ai coetanei europei, sono anche quelli che praticano meno sport in assoluto in tutte le fasce
d’età.
                   alimentazione, cibo, obesità, Sicilia, Vita

ROMA. Le loro merende sono fatte di snack grassi, le loro cene spesso di patatine e bibite gassate. Risultato: anche in l’Italia l’obesità è un’«epidemia» diffusa, in particolare tra i bambini. La quota di adulti italiani sovrappeso ha toccato quota 35,6% per cento nel 2012. Gli obesi sul territorio nazionale invece sono stati oltre 4 milioni 700mila, il 10,4%, più di uno su dieci; in Sicilia il 10,8%. L’Italia, però, occupa uno dei primi posti in Europa nell’indice dell’obesità infantile. Considerando i ragazzi di 13 anni, ad esempio, l’Italia è al quarto posto per numero di bambini in sovrappeso dopo Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna.

Gli ultimi dati del ministero della Salute indicano che il 22,2% dei bambini italiani è risultato in sovrappeso e il 10,6% obeso. Per quanto riguarda le regioni, il dato più allarmante è quello della Campania dove sovrappeso e obesità superano il 27 e il 21 per cento di casi tra i minori. Va meglio in Sicilia anche se resta la sesta regione italiana in cui il tasso di obesità è più diffuso tra i più piccoli, toccando il 13,4 per cento.I bimbi italiani, rispetto ai coetanei europei, sono anche quelli che praticano meno sport in assoluto in tutte le fasce d’età. Il risultato è che tra i 6 e 17 anni il 26,9% è in eccesso di peso, e tra gli 8-9 anni il 10,2% è in condizioni di obesità.

Di riflesso, i medici segnalano i tanti rischi che i chili in più da bambini possono comportare: maggiore rischio di malattie cardiovascolari, diabete, problemi ortopedici, disordini mentali, basso apprendimento a scuola e bassa autostima. Il fenomeno è più concentrato nelle regioni del Mezzogiorno e spesso è collegato con i bassi livelli di istruzione.Tra chi ha i genitori con un titolo di studio medio-alto, la quota di individui con chili in eccesso si ferma al 5 per cento. La percentuale triplica, arrivando a sfiorare il 16%, tra chi ha i genitori con al massimo la licenza elementare.

CONTINUA A LEGGERE

Bloccare il cyberbullismo

15 Nov,2014   In occasione del Safer Internet Day 2009, la Commissione europea ha lanciato un video clip per informare e responsabilizzare gli adolescenti sul bullismo, uno dei rischi che hanno più probabilità di affrontare online. Le ricerche esistenti indicano che il cyberbullismo (essere molestati su siti Internet o tramite SMS) è un rischio che molti giovani affrontano durante la loro fruizione online.

 

http://www.storia.rai.it/articoli/bloccare-il-cyberbullismo/24237/default.aspx

 

CONTINUA A LEGGERE

Cyberbullismo, fenomeno in aumento Il 30% dei ragazzi ne è vittima, ma prevale l’omertà

Il bullismo è una forma di abuso di potere. Il 60 per cento dei bulli rischia, in età adulta, di diventare un delinquente, di avere esperienze carcerarie, e di fare uso di droghe e di alcol. Ma a preoccupare di più, perché in continua crescita, è il fenomeno del cyberbullismo: secondo uno studio presentato a Napoli il 30% dei ragazzi intervistati dichiara di esserne già stato vittima. 

Le nuove tendenze in fatto di bullismo sono emerse nel corso di un incontro a Città della Scienza promosso dal progetto Label, Laboratori su antisocialità, bullismo ed educazione alla legalità nella scuola, organizzato in collaborazione con la Seconda Università di Napoli e l’Osservatorio regionale sul bullismo dell’Ufficio scolastico regionale della Campania. 

Label nasce per volontà dell’Usr della Campania e cerca di offrire strumenti per fronteggiare il bullismo ad insegnanti e personale della scuola. Il fenomeno è trasversale: in tutte le scuole di ogni ordine e grado gli atti di bullismo tra maschi e femmine sono in crescita. Emergono però negli ultimi anni anche nuove forme come il cyberbullying e l’omofobico. 

Dallo studio sul bullismo presentato da Dario Bacchini, professore di Psicologia dello Sviluppo della Sun di Napoli, emergono diversi dati preoccupanti: ”Abbiamo parlato con 4.760 bambini e ragazzi delle scuole regionali delle classi IV elementare, II media, II superiore e V superiore – spiega Bacchini -. Abbiamo posto loro alcune domande per comprendere bene reazioni, stati d’animo, e soprattutto quanti sono gli atti di bullismo nelle nostre scuole. Ed e’ venuto fuori che l’atto di bullismo è un sistematico abuso di potere. I bulli hanno fiancheggiatori, vogliono sottomettere le vittime e quasi sempre ci sono delle modalità di intervento specifiche per maschi e femmine. Un atto di bullismo porta sempre a conseguenze psicologiche sia per le vittime che per prepotenti”. 

Dal rapporto emerge che i bambini e i ragazzi intervistati spesso non raccontano ne’ di essere vittime ne’ di compiere atti di bullismo. Il 19 per cento dei maschi dice di essere stato almeno una o due volte vittima di atti violenti, così come il 23 per cento delle ragazze. Le modalità sono diverse: nella sfera maschile il bullismo si manifesta con la violenza fisica (calci e pugni), l’esclusione dal gruppo è quasi sempre legato a quella femminile. 

”Il dato più allarmante – aggiunge Bacchini – è che il 30% dichiara di essere già stato coinvolto in atti di cyberbullismo. La rete, soprattutto in età di scuola media e superiore, è un’arma dalla quale è difficile difendersi”. ”Questa nuova frontiera del bullismo è a noi veramente poco nota – spiega l’assessore all’Educazione del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri -, va studiata e compresa. Ed è anche giusto ricordare che non sempre fenomeni violenti si verificano in contesti disagiati, anzi si verificano più casi proprio nelle classi medio alte. Il ruolo fondamentale lo deve sempre svolgere la famiglia, ma anche la scuola deve saper rispondere”. – See more at: http://www.servizitelevideo.rai.it/televideo/pub/articolo.jsp?id=15668&p=&idmenumain=0#sthash.O93P3lDb.dpuf CONTINUA A LEGGERE

In ospedale per aver bevuto ammoniaca a scuola: angoscia cyberbullismo: “Denunciate subito”

 

Cologno Monzese, 15 novembre 2014 – «Ma è successo qualcosa, stamattina?». Da una parte all’altra del marciapiede, davanti a scuola, la domanda era sempre questa. A rivolgerla agli studenti delle classi medie erano mamme, papà, nonni. Che, dopo la prima campanella, avevano visto arrivare un’ambulanza e un’automedica prima, e due pattuglie dei carabinieri dopo. «Ero qui per caso e ho visto portare via la ragazzina. Con lei c’erano la mamma e la professoressa di fisica», racconta una mamma all’uscita di scuola. Tanti ragazzini sanno perfettamente quello che è accaduto, molti altri no. «Le nostre finestre sono dall’altra parte della strada e non abbiamo visto nulla. Non ci siamo accorti di niente», diceva un gruppo. «Una ragazza di terza ha bevuto l’ammoniaca in bagno ed è stata male”», rispondeva un altro.

Poco dopo l’inizio delle lezioni, una 14enne è stata trovata in bagno dalle compagne di banco, che si erano insospettite a non vederla rientrare in aula. L’hanno così trovata visibilmente pallida e stretta dai crampi. A fatica è riuscita a raccontare di aver ingerito quel liquido, che avrebbe portato da casa in una bottiglia. Allarme partito, la studentessa è stata portata in ospedale a Sesto San Giovanni ed è fuori pericolo. A raccogliere le testimonianze dei compagni, i militari della Tenenza colognese. Che si sono imbattuti in alcune riflessioni degli amici che, forse, potrebbero servire a ricostruire i motivi che hanno portato l’adolescente a quel gesto estremo. Si parla, infatti, di possibile suicidio. E di un presunto episodio di cyberbullismo. Una foto sui social network, postata da un coetaneo, che sarebbe stata presa a insulti.Commenti a sfondo sessuale, hanno riferito ai militari, che ora avranno il compito di verificare la relazione tra i due episodi.

CONTINUA A LEGGERE
css.php