I giovani e l’alcol

Palermo, rissa in discoteca: muore ragazzo di 25 anni

05 Mar,2015  Un ragazzo di 25 anni, Aldo Naro, è morto la scorsa notte in discoteca, al Goa, a Palermo, al culmine di una rissa. Siamo nei pressi del quartiere Zen. E’ successo alle 4. La vittima è un giovane originario di Caltanissetta ma residente a Palermo. Stava festeggiando la laurea in Medicina. All’interno del locale si stava svolgendo una festa di Carnevale.

Il ragazzo è stato soccorso dai sanitari del 118, quando era già in fin di vita. Poi è stato portato al vicino ospedale di Villa Sofia, ma è morto poco dopo. Inutili i parecchi tentativi di rianimarlo. Sarebbe stato colpito a calci e bottigliate. La scazzottata sarebbe scoppiata intorno alle 4. Sulla morte del ragazzo stanno indagando i carabinieri. Ascoltati i primi testimoni. Su tutte le porte e i cancelli della discoteca Goa sono stati posti i cartelli col nastro-sigillo.

Un ragazzo di 25 anni, Aldo Naro, è morto la scorsa notte in discoteca, al Goa, a Palermo, al culmine di una rissa. Siamo nei pressi del quartiere Zen. E’ successo alle 4. La vittima è un giovane originario di Caltanissettama residente a Palermo. Stava festeggiando la laurea in Medicina. All’interno del locale si stava svolgendo una festa di Carnevale.

Il ragazzo è stato soccorso dai sanitari del 118, quando era già in fin di vita. Poi è stato portato al vicino ospedale di Villa  Sofia, ma è morto poco dopo. Inutili i parecchi tentativi di rianimarlo. Sarebbe stato colpito a calci e bottigliate. La scazzottata sarebbe scoppiata intorno alle 4. Sulla morte del ragazzo stanno indagando i carabinieri. Ascoltati i primi testimoni. Su tutte le porte e i cancelli della discoteca Goa sono stati posti i cartelli col nastro-sigillo.

fonte:  siciliainformazione.com

Un ragazzo di 25 anni, Aldo Naro, è morto la scorsa notte in discoteca, al Goa, a Palermo, al culmine di una rissa. Siamo nei pressi del quartiere Zen. E’ successo alle 4. La vittima è un giovane originario di Caltanissettama residente a Palermo. Stava festeggiando la laurea in Medicina. All’interno del locale si stava svolgendo una festa di Carnevale.

Il ragazzo è stato soccorso dai sanitari del 118, quando era già in fin di vita. Poi è stato portato al vicino ospedale di Villa Sofia, ma è morto poco dopo. Inutili i parecchi tentativi di rianimarlo. Sarebbe stato colpito a calci e bottigliate. La scazzottata sarebbe scoppiata intorno alle 4. Sulla morte del ragazzo stanno indagando i carabinieri. Ascoltati i primi testimoni. Su tutte le porte e i cancelli della discoteca Goa sono stati posti i cartelli col nastro-sigillo.

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Col bicchiere a dieci anni allarme baby alcolisti boom di consumi tra i giovani: intervista a G. Messina

10 Dic,2014  
 Dossier La Repubblica Palermo
 ROMINA MARCECA
Un sondaggio della Regione tra 10 mila studenti delle scuole palermitane Più 7 per cento per le sbornie nelle festicciole o nelle serate in pizzeria
 BAMBINI, a dieci anni, e già con il bicchiere pieno di alcol tra le mani. Le baby sbornie si consumano a casa, in pizzeria o nelle festicciole per adolescenti nei locali del sabato pomeriggio. Il dato shock arriva da uno studio per la presidenza della Regione ultimato dal “Movimento per la difesa del cittadino” che da anni si occupa di analizzare il mondo giovanile.
Il sondaggio rivela che, nel 2014, le ubriacature giovanili sono sempre più diffuse in tenera età. Rispetto agli anni scorsi il sette per cento in più, nella fascia di età tra i 10 e i 12 anni, ammette di fare uso di alcolici. Un aumento esponenziale se si confronta con quello dell’anno scorso, che metteva in luce solo l’uno per cento di bambini che si avvicinavano agli alcolici.
Emulazione? Solitudine? Scarsa informazione? Voglia di evasione? Perché si inizia a bere alcolici in così tenera età? Il test “Brindi…amo alla vita” è stato sottoposto a 10 mila studenti delle scuole primarie e secondarie, tra i 10 e i 16 anni. Le risposte, coperte dall’anonimato, hanno svelato il mondo dei giovanissimi che resta, in parte, sconosciuto soprattutto ai genitori. Si inizia per gioco e per sfida. «Tra questi bambini e adolescenti vige sempre di più — dice il coordinatore regionale del “Movimento per la difesa del cittadino”, Giuseppe Messina — un criterio di emulazione dei messaggi fuorvianti proposti anche dai mezzi di comunicazione. La famiglia, di contro, non è più una protezione. Nel rapporto educazionale manca la rigidità del passato».
Dalle risposte dei ragazzini emerge anche molta solitudine. «Il web li indirizza verso un mondo isolato che sta cominciando a condizionare la loro crescita. Si parla molto attraverso il web, si inviano milioni di sms ma manca la comunicazione reale». E i genitori? «I problemi di ogni giorno spesso non consentono a molti genitori di coltivare i valori. E si abbandonano le esigenze di crescita della famiglia», spiega Giuseppe Messina.
Per acquistare gli alcolici i giovanissimi utilizzano i soldi della paghetta, i regali in denaro dei nonni e i soldi per la merenda a scuola. «Mi chiedo se c’è l’applicazione della legge sulla vendita degli alcolici: un giro di affari che va al di là del buonsenso. Nella scuola continuano le campagne informative ma non ci sono i risultati sperati, se le percentuali continuano a crescere. Chi vigila su questi bambini?», sichiede l’assessore alla pubblica istruzione Barbara Evola.
Come trovare una soluzione? «Innanzitutto c’è bisogno di un intervento repressivo contro chi non rispetta le regole della vendita di alcolici. Ma non basta da solo. Bisogna ricostruire quel contatto generazionale che non c’è più, spia di un malessere profondo», dice l’assessore Evola.
Nel 2013, lo stesso questionario aveva rivelato che il 32 per cento dei maschi e il 24 per cento delle femmine, tra i 12 e 16 anni, occasionalmente beveva alcolici accompagnati anche da una sigaretta. Quest’anno quel dato è aumentato del dieci per cento per le ragazze che, emerge dallo studio, sarebbero più inclini alle sbornie soprattutto in casa, da sole. «Un 8 per cento — spiegano dal movimento siciliano — che preoccupa più di tutti».
«Lo faccio per dimenticarmi », aveva scritto una studentessa di 14 anni l’anno scorso rispondendo al questionario. Uno sfogo che aveva lasciato senza parole gli psicologi. Sono stati loro a individuare la classe della ragazzina e a coinvolgerla in un gruppo di ascolto. Un successo su tante altre storie che purtroppo restano nell’ombra e non approdano a un percorso di recupero. Oggi quella ragazzina è a capo di un altro gruppo di ascolto per coetanei che come lei hanno iniziato a bere giovanissimi.
Ai Sert, nel 2013, si è rivolto un 10 per cento di giovani che si è dichiarato dipendente dall’alcol. «Lo studio effettuato dalla nostra azienda sul fenomeno dell’alcol ha messo in evidenza che si accorciano gli anni del primo approccio, attraverso bevande spesso considerate erroneamente innocue», dice Antonio Candela, il direttore generale dell’Asp.
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“Movimento e difesa del cittadino” e “Consapevol…mente” contribuiscono con le loro indagini a dare una visione più chiara, riguardo il dilagante fenomeno delle dipendenze.

05 Dic,2014 Molti spinelli, un tiro di coca, poche pasticche: i palermitani vanno in cerca di “sballo”

Via Sammartino, piazza Lolli e la circonvallazione: ecco i punti “caldi” dello smercio Analisi sulle acque reflue della città: ogni giorno “fumano” sessanta su mille.

LA REPUBBLICA (sez.PA)

 IL DOSSIER
ROMINA MARCECA
LA PALERMO che si droga tiene in mano lo spinello, sniffa poca coca, si inietta eroina in basse quantità e snobba le pasticche. Lo sballo arriva soprattutto di notte, nelle piazze calde della movida. A Palermo, lo hanno scoperto i carabinieri nell’ultimo blitz, la coca veniva spacciata davanti ai pub e ai bar più frequentati. Uno dei luoghi preferiti era il “Jackass” di via Sammartino, frequentatissimo dai giovani in cerca di sballo a poco prezzo. Ma c’era anche il “Rosso” di piazza Lolli. Il bar “Luxury” di viale Regione siciliana era un altro punto strategico dello smercio. I pusher avevano così tante richieste che avevano ricavato un nascondiglio nel muro esterno del locale, dove lasciavano la cocaina da dividere in dosi. Nelle carte dei militari sono finite anche la discoteca “Sea club” di Terrasini e una delle sedi delle rosticcerie “Ganci”, in via Malaspina.
Ma chi si droga a Palermo? Universitari, impiegati, professionisti. Nel mare magnum dei consumatori c’è anche una fascia di pensionati che sfiora i 65 anni. È uno dei dati che emergono da un recente studio dell’istituto Mario Negri per il dipartimento di Politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri. Le fogne di Palermo svelano la passione dei palermitani per la cannabis. Gli studiosi hanno stimato, per quest’anno, in 60 le dosi giornaliere di “erba” consumate in città su un campione di mille abitanti. Il doppio di quelle registrate l’anno scorso (32) e di quelle che mediamente si acquistano a Milano (30).
I numeri sono saltati fuori dall’incrocio degli esami sulle urine che finiscono nelle fogne della città e da alcuni test inviati per posta ai cittadini. In pochi restano legati alla cocaina, poco meno di quattro le dosi richieste sul mercato ogni giorno, nonostante il prezzo si sia abbassato: 90 euro per un grammo. Scivolano in fondo alla classifica l’eroina (due dosi), le anfetamine e l’ecstasy (meno di due dosi).
Allo studio nazionale, che ha preso come riferimento 19 città italiane, a breve si affiancherà un progetto tutto palermitano che l’Asp sta mettendo a punto con la collaborazione dell’ Amia e del Policlinico. E anche in questo caso verranno analizzate le acque reflue.
Ma non sono solo universitari e professionisti gli habitué della cannabis. Con lo spinello tra le dita ci sono anche molti giovanissimi di Palermo: ragazzini fra i 12 e 13 anni. Il loro approccio al “fumo” arriva spesso grazie a dosi regalate a scuola. Un escamotage dei pusher per allargare la platea dei consumatori. Un dato shock che arriva da un altro studio sul campo: quello del Movimento difesa del cittadino, nell’ambito del progetto “Consapevolmente” gestito per la presidenza della Regione. L’ultimo monitoraggio parla di età sempre più basse e di consumi sempre più alti. Rispetto al 2012 c’è un dieci per cento in più di consumatori di marijuana fra i 12 e i 14 anni, mentre nella fascia fra i 14 e i 16 anni si registra il 5 per cento in più di assuntori di cocaina.
Schizza in alto (20 per cento in più rispetto al 2012) il consumo delle pasticche di ultima generazione, che spesso si mandano giù con un bicchiere di superalcolico. Numeri in linea con quelli raccolti dal dipartimento di dipendenze patologiche dell’Asp, diretto da Tommaso Di Marco, che mostra la faccia della città che chiede aiuto per la dipendenza dalle droghe. Alle sedi dei Sert arrivano soprattutto i consumatori di eroina (60 per cento), molto meno i cocainomani (15 per cento) e pochissimi assuntori di cannabis (5 per cento).
Ma davvero la droga si trova solo nelle piazze della movida? Sono gli investigatori a fornire uno spaccato di quanto accade lungo le strade della droga. Non ci sono più i posti convenzionali, come la piazza di Ballarò, la famosa Dallas di Falsomiele o il mercato della Vucciria. Proprio nell’ultima operazione dei carabinieri è emerso che le dosi di hashish si confezionavano e si vendevano in casa. Una delle donne della gang di pusher lasciava la luce del suo appartamento accesa: il segnale che dava il via libera a chi voleva suonare al suo campanello e acquistare una dose per la serata.
I pusher 2.0 si muovono ormai senza limiti geografici, grazie alla Rete. Gli appuntamenti per consegnare la droga adesso si concordano via Internet, sui social network. Poche frasi tra chi compra e chi vende, poi l’incontro fugace nel buio della notte. Il passaggio avviene tra auto e auto, tra scooter e scooter, oppure nei bagni dei locali. Per chi, invece, non vuole muoversi da casa c’è la possibilità di acquistare online soprattutto le droghe sintetiche. Si tratta di siti dove non bisogna registrarsi. Il carico può essere ordinato con una semplice e-mail. Le droghe a domicilio arrivano camuffate da erbe per infusioni o da integratori alimentari. «A quel punto — dice un investigatore della Narcotici — non possiamo far altro che fermarci. Riuscire a intercettare un carico diventa difficile. Ma ci stiamo attrezzando anche per smascherare i pusher di ultima generazione».
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Conosciamo il significato di “Chandelier”

25 Ott,2014

‘Chandelier’ è l’ultimo singolo rilasciato da Sia. Il testo della canzone racconta in modo originale (o forse in tono quasi di denuncia) lo sballo che le ragazze più volte provano durante le folli serate di svago, condite il più delle volte da troppi drink consumati (“1,2,3, drink! 1,2,3, drink!”) che portano inevitabilmente le persone ad ubriacarsi. Un testo che dunque porta l’attenzione all’esagerazione di certe serate vissute come se non ci fosse un domani, non a caso la canzone dice proprio:”I’m gonna live like tomorrow doesn’t exist” tradotto con “Vivrò come se domani non esistesse”. La serata e lo svago esagerato portano inevitabilmente al mattino seguente dove ci si rende conto di aver superato ogni limite e alla spensieratezza del giorno precedente subentra la vergogna di ciò che si è fatto:”il sole è alto, sono un disastro, devo uscire adesso, devo scappare da questo, arriva la vergogna.  

chandelier

 

A seguire il testo originale, la traduzione del brano e per finire il video…

 

TESTO

Party girls don’t get hurt
Can’t feel anything, when will I learn
I push it down, push it down

I’m the one “for a good time call”
Phone’s blowin’ up, they’re ringin’ my doorbell
I feel the love, feel the love

1,2,3 1,2,3 drink
1,2,3 1,2,3 drink
1,2,3 1,2,3 drink

Throw em back, till I lose count

I’m gonna swing from the chandelier, from the chandelier
I’m gonna live like tomorrow doesn’t exist
Like it doesn’t exist
I’m gonna fly like a bird through the night, feel my tears as they dry
I’m gonna swing from the chandelier, from the chandelier

And I’m holding on for dear life, won’t look down won’t open my eyes
Keep my glass full until morning light, ‘cause I’m just holding on for tonight
Help me, I’m holding on for dear life, won’t look down won’t open my eyes
Keep my glass full until morning light, ‘cause I’m just holding on for tonight
On for tonight

Sun is up, I’m a mess
Gotta get out now, gotta run from this
Here comes the shame, here comes the shame

1,2,3 1,2,3 drink
1,2,3 1,2,3 drink
1,2,3 1,2,3 drink

Throw em back till I lose count

I’m gonna swing from the chandelier, from the chandelier
I’m gonna live like tomorrow doesn’t exist
Like it doesn’t exist
I’m gonna fly like a bird through the night, feel my tears as they dry
I’m gonna swing from the chandelier, from the chandelier

And I’m holding on for dear life, won’t look down won’t open my eyes
Keep my glass full until morning light, ‘cause I’m just holding on for tonight
Help me, I’m holding on for dear life, won’t look down won’t open my eyes
Keep my glass full until morning light, ‘cause I’m just holding on for tonight
On for tonight

 

 

TRADUZIONE

Le ragazze che fanno festa non si fanno male

non senti niente, quando imparerò
a smetterla, a smetterla

sono l’unica pronta per la chiamata
il telefono sta squillando, mi suonano alla porta
sento l’amore, sento l’amore

1,2,3 1,2,3 bevi
1,2,3 1,2,3 bevi
1,2,3 1,2,3 bevi

Tirali via, finché non perdo il conto

Ondeggerò dal lampadario, dal lampadario
Vivrò come se domani non esistesse
Come se non esistesse
Volerò come un uccello attraverso la notte, sentirò le lacrime che si asciugano
ondeggerò dal lampadario, dal lampadario

Sto aspettando la vita migliore, non abbasserò lo sguardo non aprirò gli occhi
terrò il bicchiere pieno fino al mattino, perché sto solo aspettando stanotte
aiutami, sto aspettando una vita più cara,non abbasserò lo sguardo non aprirò gli occhi
terrò il bicchiere pieno fino al mattino, perché sto solo aspettando stanotte
oh, stanotte

il sole è alto, sono un disastro
devo uscire adesso, devo scappare da questo
arriva la vergogna, arriva la vergogna

1,2,3 1,2,3 bevi
1,2,3 1,2,3 bevi
1,2,3 1,2,3 bevi

Tirali via, finché non perdo il conto

Ondeggerò dal lampadario, dal lampadario
Vivrò come se domani non esistesse
Come se non esistesse
Volerò come un uccello attraverso la notte, sentirò le lacrime che si asciugano
ondeggerò dal lampadario, dal lampadario

Sto aspettando la vita migliore, non abbasserò lo sguardo non aprirò gli occhi
terrò il bicchiere pieno fino al mattino, perché sto solo aspettando stanotte
aiutami, sto aspettando una vita più cara,non abbasserò lo sguardo non aprirò gli occhi
terrò il bicchiere pieno fino al mattino, perché sto solo aspettando stanotte
oh, stanotte

 

CURIOSITA’ SUL VIDEO

Il video della canzone mostra una bambina, che durante tutta la durata della canzone balla dentro ad una casa semi vuota, esibendosi in vere e proprie evoluzioni degne di una ballerina professionista, alternate a volte a movimenti ed espressioni del volto quasi isteriche: quest’ultima cosa però non deve sorprendere, se si pensa appunto a ciò che racconta la canzone, agli stati d’animo delle donne che cambiano in continuazione, fino allo sballo totale in cui non ci si rende neanche più conto del modo in cui si sta ballando e in generale da ciò che si sta facendo. Alla luce di ciò, le espressioni e i movimenti presenti nel video, incarnano perfettamente le parole del testo. Ad ogni modo la performance generale rimane di alto livello e tutto ciò è reso ancora più unico dal fatto che la bambina protagonista del video ha appena 11 anni e nonostante la sua giovane età dunque riesce ad eseguire una performance che sicuramente non passerà inosservata.

Video 1

Video 2

 

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Salerno, travolge un bar con l’auto: uccide 4 ragazzi, anche il fratello

06 Ott,2014 Un 22enne alla guida di una vettura di grossa cilindrata e travolge i tavolini del locale: è risultato positivo al test alcolemico ed è stato arrestato. Accusa di omicidio volontario.guida e alcol CONTINUA A LEGGERE

Indagine ISTAT 2013: uso e abuso di alcol

02 Set,2014  

Nel 2013, il 63,9% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno. Tale quota è stabile rispetto al 2012 ma in diminuzione rispetto a 10 anni prima (68,7%).

Tra il 2003 e il 2013 la percentuale dei consumatori giornalieri di bevande alcoliche scende dal 31% al 22,7%. Aumenta, invece, la quota di quanti consumano alcol occasionalmente (dal 37,6% nel 2003 al 41,2% nel 2013) e di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 24,8% al 25,8%).

Nel 2013, il 51,6% della popolazione di 11 anni e più che ha consumato alcolici nell’anno beve vino, il 45,3% birra e il 39,9% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori.

Nel complesso, i comportamenti a rischio nel consumo di alcol (consumo giornaliero non moderato, binge drinking, consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni) hanno riguardato 7 milioni e 144 mila persone (13,2%).

Rispetto al 2012, si osserva una sostanziale stabilità nell’abitudine ad almeno un comportamento di consumo a rischio, in controtendenza rispetto alla diminuzione registrata nei due anni precedenti. Una lieve diminuzione nella quota del binge drinking si registra solo tra le donne (che passano dal 3,1% al 2,5%) e tra gli uomini di 45-64 anni (dal 9,9% all’8,1%).

Comportamenti a rischio più frequenti si osservano tra gli ultrasessantacinquenni (il 38,6% uomini e l’8,9% delle donne), tra i giovani di 18-24 anni (il 23% maschi e l’8,6% femmine) e tra gli adolescenti di 11-17 anni (rispettivamente l’11,7% e l’8,5%).

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Indagine ISTAT 2012: uso e abuso di alcol

 

Nel 2012 il 66,6% della popolazione di 14 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno. Tale quota è stabile rispetto all’anno precedente e in diminuzione rispetto a 10 anni prima (70,2%).

Dal 2002 al 2012 il numero di consumatori giornalieri di bevande alcoliche decresce del 24,6%, specialmente tra le donne (-32,6%).

Aumenta la quota di quanti dichiarano di bere alcolici fuori dai pasti (dal 23,1% del 2002 al 26,9% del 2012) e di chi ne consuma occasionalmente (dal 35,8% nel 2002 al 42,2% nel 2012).

Cambia il tipo di bevande consumate. Diminuisce la quota di chi consuma solo vino e birra e aumenta quella di chi beve anche aperitivi alcolici, amari e superalcolici.

Nel 2012, il 64,6% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno. Di questi, il 51,9% beve vino, il 45,8% birra e il 40,5% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori; consuma vino tutti i giorni il 21,5% e birra il 4,1%.

Nel complesso, i comportamenti a rischio nel consumo di alcol (consumo giornaliero non moderato, binge drinking, consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni) riguardano 7 milioni e 464 mila persone.

Continua il trend discendente dei consumatori a rischio già osservato nell’anno precedente. Rispetto al 2011, diminuisce sia la quota dei consumatori giornalieri non moderati di alcol (dall’8,4% al 7,5%) sia quella degli abitué del binge drinking (dal 7,5% al 6,9%). La riduzione si osserva tra gli uomini, che passano dal 13,6% al 12,2% per il consumo giornaliero non moderato e dal 12,2% all’11,1% per il binge drinking.

Comportamenti a rischio più frequenti si osservano fra gli ultrasessantacinquenni (il 40,7% degli uomini contro l’10,1% delle donne), i giovani di 18-24 anni (il 21,0% dei maschi e il 9,5% delle femmine) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 12,4% dei maschi e l’8,4% delle femmine).

La popolazione più a rischio per il binge drinking è quella giovanile (18-24 anni): il 14,8% dei giovani (20,1% dei maschi e 9,1% delle femmine) si comporta in questo modo, per lo più durante momenti di socializzazione.

Tra i ragazzi di 11-15 anni la quota di chi ha almeno un comportamento a rischio è pari al 10,5% senza differenze di genere evidenti.

Il consumo non moderato da parte dei genitori influenza il comportamento dei figli. Il 17,4% dei ragazzi di 11-17 anni che vivono in famiglie dove almeno un genitore adotta comportamenti a rischio nel consumo di alcol ha anch’esso abitudini alcoliche non moderate, mentre tale quota scende al 9,2% tra i giovani che vivono con genitori che non bevono o che bevono in maniera moderata.

Chi eccede nel consumo di alcol spesso è un fumatore o un ex fumatore. Il 20,9% dei fumatori e il 19,3% degli ex fumatori ha almeno un comportamento di consumo a rischio contro il 9,1% dei non fumatori.

Tra i giovani di 18-24 anni che frequentano assiduamente le discoteche i comportamenti di consumo di alcol a rischio sono più diffusi (30,5%) rispetto ai coetanei che non vanno in discoteca (8,0%). Stesse differenze si riscontrano tra frequentatori e non di spettacoli sportivi e concerti.

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