LA NAZIONE cronaca Lucca – articolo 25/03/2014





 Lucca, 25 marzo 2014 – Lente di ingrandimento puntata per due anni sugli istituti superiori, per portare alla luce un fenomeno in progressiva crescita come il bullismo, anche quello via internet. L’università di Firenze con l’amministrazione provinciale hanno dato vita al progetto europeo «Beatbullying» che sarà presentato stamani alle 9,30 a Palazzo Ducale, sala Mario Tobino. Un progetto che coinvolgerà 4 scuole lucchesi e altre due in regione con oltre 250 mentori che inizieranno a lavorare on line, attraverso l’apposito portale, appena conclusi i lavori del convegno. Nel 2011/2012 furono prese a campione 4 scuole secondarie di secondo grado di Lucca e 4 su quello di Firenze, con un monitoraggio che aveva coinvolto 926 studenti, mentre nell’anno 2012/2013, gli studenti interessati dall’indagine sono stati 537, alunni di 6 scuole secondarie di secondo grado tutte della provincia di Lucca. Questo campione ha evidenziato che il 6,2% nel primo anno e 5,6% nel secondo anno di indagine è stato vittima di episodi di bullismo, mentre il 7,8% e il 7,6% ha agito da bullo.

Altro dato rilevante: i ragazzi riportano forme di conflittualità più lievi, accadute una o due volte in 2-3 mesi: i dati parlano per il 2011/2012 del 22,2 per cento delle vittime e del 25,8 per cento per il 2012/2013, mentre come «bullo» la rilevazione registra, rispettivamente, il 22,5% e il 29,9%. Secondo gli studiosi, questi numeri fanno comprendere come nelle classi esista un’area di conflittualità che può avere fenomeni di escalation. Un fenomeno che si sta sempre più attestando come ‘pericoloso’ è quello del bullismo esercitato attraverso i social media. Da Facebook a Twitter, a Youtube i nuovi canali di comunicazione divengono facilmente una strada per vessare compagni di classe o ‘nemici’. Le cyber-vittime coinvolte in episodi più frequenti di attacco (da 2-3 volte al mese a diverse volte la settimana) sono il 2,7% nell’anno scolastico 2011/2012 e il 2,5% in quello successivo, mentre i cyberbulli sono, rispettivamente, il 2,1 per cento e il 2 per cento.

Il team di ricercatori coordinato dalla professoressa Menesini dell’Università di Firenze, in collaborazione con la Provincia, da alcuni anni sta sperimentando e valutando l’efficacia di modelli di intervento, volti a far crescere nei ragazzi e nelle ragazze la consapevolezza sul problema, strategie per affrontarlo e modalità per aiutare e sostenere le vittime. Concetti che trovano efficace sintesi in ‘Noncadiamointrappola’, il titolo del primo progetto ideato e perfezionato nelle scuole lucchesi.



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