“Movimento e difesa del cittadino” e “Consapevol…mente” contribuiscono con le loro indagini a dare una visione più chiara, riguardo il dilagante fenomeno delle dipendenze.





Molti spinelli, un tiro di coca, poche pasticche: i palermitani vanno in cerca di “sballo”

Via Sammartino, piazza Lolli e la circonvallazione: ecco i punti “caldi” dello smercio Analisi sulle acque reflue della città: ogni giorno “fumano” sessanta su mille.

LA REPUBBLICA (sez.PA)

 IL DOSSIER
ROMINA MARCECA
LA PALERMO che si droga tiene in mano lo spinello, sniffa poca coca, si inietta eroina in basse quantità e snobba le pasticche. Lo sballo arriva soprattutto di notte, nelle piazze calde della movida. A Palermo, lo hanno scoperto i carabinieri nell’ultimo blitz, la coca veniva spacciata davanti ai pub e ai bar più frequentati. Uno dei luoghi preferiti era il “Jackass” di via Sammartino, frequentatissimo dai giovani in cerca di sballo a poco prezzo. Ma c’era anche il “Rosso” di piazza Lolli. Il bar “Luxury” di viale Regione siciliana era un altro punto strategico dello smercio. I pusher avevano così tante richieste che avevano ricavato un nascondiglio nel muro esterno del locale, dove lasciavano la cocaina da dividere in dosi. Nelle carte dei militari sono finite anche la discoteca “Sea club” di Terrasini e una delle sedi delle rosticcerie “Ganci”, in via Malaspina.
Ma chi si droga a Palermo? Universitari, impiegati, professionisti. Nel mare magnum dei consumatori c’è anche una fascia di pensionati che sfiora i 65 anni. È uno dei dati che emergono da un recente studio dell’istituto Mario Negri per il dipartimento di Politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri. Le fogne di Palermo svelano la passione dei palermitani per la cannabis. Gli studiosi hanno stimato, per quest’anno, in 60 le dosi giornaliere di “erba” consumate in città su un campione di mille abitanti. Il doppio di quelle registrate l’anno scorso (32) e di quelle che mediamente si acquistano a Milano (30).
I numeri sono saltati fuori dall’incrocio degli esami sulle urine che finiscono nelle fogne della città e da alcuni test inviati per posta ai cittadini. In pochi restano legati alla cocaina, poco meno di quattro le dosi richieste sul mercato ogni giorno, nonostante il prezzo si sia abbassato: 90 euro per un grammo. Scivolano in fondo alla classifica l’eroina (due dosi), le anfetamine e l’ecstasy (meno di due dosi).
Allo studio nazionale, che ha preso come riferimento 19 città italiane, a breve si affiancherà un progetto tutto palermitano che l’Asp sta mettendo a punto con la collaborazione dell’ Amia e del Policlinico. E anche in questo caso verranno analizzate le acque reflue.
Ma non sono solo universitari e professionisti gli habitué della cannabis. Con lo spinello tra le dita ci sono anche molti giovanissimi di Palermo: ragazzini fra i 12 e 13 anni. Il loro approccio al “fumo” arriva spesso grazie a dosi regalate a scuola. Un escamotage dei pusher per allargare la platea dei consumatori. Un dato shock che arriva da un altro studio sul campo: quello del Movimento difesa del cittadino, nell’ambito del progetto “Consapevolmente” gestito per la presidenza della Regione. L’ultimo monitoraggio parla di età sempre più basse e di consumi sempre più alti. Rispetto al 2012 c’è un dieci per cento in più di consumatori di marijuana fra i 12 e i 14 anni, mentre nella fascia fra i 14 e i 16 anni si registra il 5 per cento in più di assuntori di cocaina.
Schizza in alto (20 per cento in più rispetto al 2012) il consumo delle pasticche di ultima generazione, che spesso si mandano giù con un bicchiere di superalcolico. Numeri in linea con quelli raccolti dal dipartimento di dipendenze patologiche dell’Asp, diretto da Tommaso Di Marco, che mostra la faccia della città che chiede aiuto per la dipendenza dalle droghe. Alle sedi dei Sert arrivano soprattutto i consumatori di eroina (60 per cento), molto meno i cocainomani (15 per cento) e pochissimi assuntori di cannabis (5 per cento).
Ma davvero la droga si trova solo nelle piazze della movida? Sono gli investigatori a fornire uno spaccato di quanto accade lungo le strade della droga. Non ci sono più i posti convenzionali, come la piazza di Ballarò, la famosa Dallas di Falsomiele o il mercato della Vucciria. Proprio nell’ultima operazione dei carabinieri è emerso che le dosi di hashish si confezionavano e si vendevano in casa. Una delle donne della gang di pusher lasciava la luce del suo appartamento accesa: il segnale che dava il via libera a chi voleva suonare al suo campanello e acquistare una dose per la serata.
I pusher 2.0 si muovono ormai senza limiti geografici, grazie alla Rete. Gli appuntamenti per consegnare la droga adesso si concordano via Internet, sui social network. Poche frasi tra chi compra e chi vende, poi l’incontro fugace nel buio della notte. Il passaggio avviene tra auto e auto, tra scooter e scooter, oppure nei bagni dei locali. Per chi, invece, non vuole muoversi da casa c’è la possibilità di acquistare online soprattutto le droghe sintetiche. Si tratta di siti dove non bisogna registrarsi. Il carico può essere ordinato con una semplice e-mail. Le droghe a domicilio arrivano camuffate da erbe per infusioni o da integratori alimentari. «A quel punto — dice un investigatore della Narcotici — non possiamo far altro che fermarci. Riuscire a intercettare un carico diventa difficile. Ma ci stiamo attrezzando anche per smascherare i pusher di ultima generazione».


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